
Calamari in padella
I calamari fritti sono un antipasto italiano di mare: anelli di calamaro infarinati con un po' di semola rimacinata e fritti in abbondante olio fino a una doratura chiara. Il calamaro cuoce in meno di due minuti, quindi contano due cose: asciugarlo bene e tenere l'olio a 180°C. Si servono appena tolti dalla padella, con il limone.
Ingredienti
- 500 gcalamari freschi
- 70 gfarina 00
- 30 gsemola rimacinata di grano duro
- 1000 mlolio di arachidi o di semi di girasole per friggere
- 1 cucchiainosale fino
- 1 pezzolimone
Preparazione
- Pulite i calamari: staccate la testa con i tentacoli dal corpo, togliete la penna trasparente all'interno e sciacquateli bene. Tagliate i corpi ad anelli larghi circa 1 cm e lasciate i tentacoli interi. Asciugate tutto con carta da cucina, due volte se serve. Il calamaro bagnato schizza nell'olio caldo e trasforma la farina in una pasta.
- Versate l'olio in una pentola dal fondo pesante di 20 cm (deve arrivare a circa 3 cm di altezza) e portatelo a 180°C. Senza termometro, buttate un pezzettino di calamaro: deve sfrigolare subito e salire in superficie senza scurirsi subito. Mescolate farina e semola in una ciotola, passateci gli anelli e scuoteteli in un colino, in modo che resti solo un velo sottile.
- Friggete in 3–4 volte, una manciata alla volta, per 1½–2 minuti, fino a una doratura chiara. Con la pentola affollata l'olio si raffredda e il calamaro lo assorbe; un minuto di troppo e gli anelli diventano gommosi. Tra una infornata e l'altra lasciate che l'olio torni a 180°C.

- Togliete i calamari con una schiumarola su carta da cucina e salateli subito, finché luccicano e il sale si attacca. Serviteli immediatamente con spicchi di limone. In pochi minuti perdono la croccantezza.
Domande
I calamari gommosi sono il risultato di un tempo di frittura sbagliato. La regola: o velocissimo (1,5–2 minuti a 180°C) o lentissimo (stufare per 40–60 minuti). Nei tempi intermedi le proteine si contraggono e diventano dure. Friggete anelli spessi 1 cm per non più di 2 minuti. Non affollate la pentola: una manciata alla volta, perché ogni anello in più abbassa la temperatura dell'olio.
Il sostituto più vicino è la seppia tagliata a listarelle o i gamberi grandi sgusciati, che richiedono circa 1½ minuti a 180°C. Anche capesante e pezzi di pesce bianco compatto accettano la stessa infarinatura; friggeteli solo fino a doratura chiara. Per una versione vegetariana, usate bastoncini di zucchine o anelli di porro infarinati allo stesso modo e fritti per 2 minuti.
In Italia si infarina e basta, spesso con farina 00 mista a semola rimacinata, come in questa ricetta: 70 g di farina e 30 g di semola per 500 g di calamari. Dà una crosticina sottile e croccante senza il peso della pastella. Una pastella con birra o acqua frizzante dà una crosta più gonfia, all'americana. Il panko dà una consistenza più grossolana e croccante. Per il risultato più leggero, mescolate farina e amido di mais 1:1.
In Italia di solito si servono con uno spicchio di limone e nient'altro, salando appena usciti dalla frittura. L'aioli (maionese all'aglio) e la salsa marinara sono aggiunte comuni nei ristoranti. Vanno bene anche la salsa tartara, la remoulade o una salsa piccante al peperoncino. A Napoli la frittura di mare si mangia tradizionalmente da un cuoppo di carta, per strada.
Potete pulire, tagliare e asciugare il calamaro fino a 24 ore prima e tenerlo coperto in frigorifero; asciugatelo di nuovo prima di cuocerlo. Infarinate gli anelli solo quando l'olio è in temperatura, perché la farina lasciata sul calamaro bagnato diventa una colla. I calamari fritti sono migliori subito: riscaldandoli perdono la croccantezza. Riscaldarli in forno a 200°C per 5 minuti ridà in parte la crosticina.
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Commenti (1)
Fresh seafood should smell like the ocean, not like fish. If your fresh squid smells strongly when you buy it for fried calamari, it's past its prime. Your nose is the most reliable freshness test.